| I siti
architettonici, archeologici e monumentali
Per chi decidesse di trascorrere una
giornata, un fine settimana o un periodo più lungo a Montella, oltre
alle passeggiate ecologiche, si consiglia di incamminarsi per le strade
principali del centro fino a scoprire angoli di storia dove il tempo
sembra essersi fermato.
Il Casale della Serra per esempio, o quello di Sorbo, quello di Laurini,
della Cisterna, di Santa Lucia, sono degni di essere visitati: in ognuno
si troverà una chiesa da visitare, portali da ammirare, angoli di case
in pietra che raccontano del tempo andato.
La Collegiata di Santa Maria del Piano - detta "Chiesa Madre" - fu
riconosciuta tale nel 1500 da Leone X. L'abside risale al 1567. Il
campanile vede la nascita nel 1600. La decorazione interna è
settecentesca. Ha una sola navata con quattro cappelle a sfondo per
ciascun lato. L'altare è di stile barocco, mentre l'organo ligneo e
timpano sono del XVIII secolo. La maestosa porta d'ingresso è in legno
intagliato del 1538.
Altre chiese, tutte molto interessanti perché documentano un buon
livello artigianale delle decorazioni e delle suppellettili, sono quelle
di S. Pietro e Paolo (1532), di San Michele Arcangelo (restaurata nel
1707), di San Nicola (1714), di San Benedetto (1772), della Madonna
della Libera (1601), di Santa Lucia, della Madonna del Carmelo (1680),
di San Giovanni (ricostruita dopo il 1730) ed, infine, quella di San
Silvestro (restaurata nel 1574).
Per i montellesi il riferimento religioso più importante è certamente il
Santuario del S.S. Salvatore,successivo all'anno 1467, costruito per
celebrare la vittoria di Belgrado contro i Turchi. Dal 1561 ospita la
statua del S.S. Salvatore. Il suono delle sue campane si estende per
chilometri ed echeggia nella memoria degli emigranti che non possono far
mancare una visita ai loro rientri.
Bisogna ricordare poi il Convento di S. Francesco a Folloni, fondato nel
1222, quando, secondo la tradizione, il Santo di Assisi, sostò durante
il viaggio per recarsi in Puglia. I vari periodi storici successivi
hanno apportato ampliamenti e modifiche: vi è, infatti, un chiostro del
periodo rinascimentale. L'antica chiesa fu inglobata da una costruzione
del XVII secolo. Il ricco portale è del 1567. L'interno è a una sola
navata a croce latina con cappella a sfondo. Di rilievo è la tomba di
Diego Cavaniglia, costruita nel 1500 dal fiorentino Jacopo della Pila ed
una porta lignea ben scolpita. Il pavimento della chiesa è di maioliche
con motivi stellari, risalente alla fine del 1700.
Altro suggestivo luogo di culto è la Chiesa della Madonna della Neve,
costruita tra il 1554 e il 1586. Nel 1554 il Capitolo dona la Chiesa al
Monte di Pietà. Nel 1642 il feudatario Grimaldi, a sua volta, dona il
giardino adiacente il castello ai francescani appartenenti all'ordine
dei conventuali scalzi ed ancora oggi sorge il monastero in via di
ristrutturazione. All'interno della Chiesa si trova un dipinto del XII
secolo, oltre ad affreschi seicenteschi, statue e formelle lignee,
altari intagliati. Il chiostro ospita tele sei - settecentesche, oltre a
un coro ligneo e cantoria con organo del settecento. La porta della
Chiesa è intagliata.
Il Castello del Monte risale, invece, all'VIII-IX secolo. Ha avuto
importanza notevole durante l'occupazione longobarda prima e normanna
poi. E' stato abitato fino al 1500. Il suo perimetro è di forma
irregolare, così come irregolare è la torre semicircolare che sorge a
sinistra della porta. A destra sorge una cisterna.
All'interno della cerchia delle mura, verso est, vi è una torre
circolare a tre livelli dalla quale partono tangenzialmente due muri che
si raccordano al perimetro, uno dei quali con una porta. Dal perimetro
esterno delle mura si stacca una seconda cerchia di mura, sottili, che
prosegue fino alla Chiesa e al Monastero.
Il Mulino Comunale fu edificato nel 1565, ma vide l'ultimazione solo nel
1599 ad opera di un ingegnere napoletano che riuscì ad evitare le
avversità del terreno. Dopo poco fu costruita la diga e, da allora, è
rimasta salda per oltre quattro secoli. Accanto sorge il Ponte omonimo o
"della lavandara", costruito dai romani. Attualmente è in via di
redazione un progetto di sistemazione.
Presso il Monastero di S. Francesco a Folloni, trova ospitalità il Museo
gestito dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici,
Artistici e Storici.
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