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PERSONAGGI ILLUSTRI

Una località ricca di storia come Montella, non è priva di personaggi illustri. Tra i tanti meritano una particolare attenzione quei concittadini che per l'apporto dato nei diversi campi della cultura, sebbene il tempo trascorso, hanno visto immutata la loro notorietà in campo nazionale. Si riportano cenni bio-storiografici di alcuni, con la consapevolezza che non a tutti è stato dato il giusto risalto.

RINALDO D' AQUINO.

Rimatore della scuola siciliana del Duecento, probabilmente era originario di Montella. Nonostante i diversi studi fatti sui suoi scritti e sulla sua provenienza familiare, i pareri dei vari studiosi che si sono cimentati sul luogo d' origine restano discordi anche se i dati del professor Scandone appaiono i più veritieri poiché supportati da concrete notizie storiche. R. D' Aquino, chiamato alla corte imperiale di Federico II ( 1240 ) come falconiere, peregrinò per diversi luoghi, accennando al suo luogo d'origine in alcuni componimenti poetici. Vissuto nel secolo XIII, lo storico Montellese Francesco Scandone porta a datare la nascita e morte: la prima, " dopo il 1221 e prima del 1231 ", la seconda, " il rimatore morto il 1280 

 FAMIGLIA CAVANIGLIA 

Della potente famiglia Cavaniglia, proveniente da Valenza ( Spagna ) al seguito di Alfonzo I detto " Il Magnanimo ", feudataria di Montella dal 1445 al 1597, vanno ricordati Diego I e Troiano I ( padre e figlio ), i quali più degli altri numerosi signori del feudo fecero attraversare ai loro sudditi un periodo alquanto fiorente sia economicamente sia culturalmente. Troiano I " Cenacolo Letterario " tenutosi 1499/500 porto questa cittadina alla ribalta culturale come mai è avvenuto nei duemila anni di storia. Quel evento vide riuniti, in questi incantevoli luoghi, il fiore degli appartenenti all' Accademia Pontaniana. Oltre a Troiana I, accademico egli stesso, e all' amico Andrea Matteo III Acquaviva marchese di Bitonto, si ricordano il verseggiatore veronese Giovanni Cotta, i poeti napoletani Giani Anisio e Jacopo Sannazaro, il pittore Andrea Sabatini ( più conosciuto come Andrea da Salerno ).

DIEGO I CAVANIGLIA 

Figlio di Grazia I, primo feudatario di Montella appartenuto a questo casato, Diego crebbe alla corte di Napoli. Già giovanissimo fu considerato uno dei migliori uomini d' arme di quel periodo e alunno prediletto di re Ferrante I. Nel 1477, all' atto del suo matrimonio con Margherita Orsini, fu insignito del titolo di conte. Poco meno che trentenne, era nato nel 1453. trovò la morte a seguito della ferita al ginocchio riportata nella battaglia di Otranto ( 1481 ). Si pensò che la sua morte fosse stata voluta dal principe Alfonzo II d' Aragona, il quale avrebbe ordinato di infettare anziché guarire la gamba ferita. I resti riposano in un mausoleo, fatto edificare dalla consorte, nell' attuale sagrestia del convento S. Francesco a Folloni di Montella.

TROIANO  CAVANIGLIA

Nato a Montella il 1479 mori a Troia, quasi cinquantenne, il 1528. Appena quindicenne era stato mandato in sposo ad Ippolita Caraffa, Figlio di Diego I, fa senz' altro il feudatario più colto di questo casato. Concesse la sua protezione allo scrittore Montellese Innocenzo Lucio e si adoperò per la carriera militare degli altri concittadini Calzella Carfagnie i fratelli Prospero e Pompeo Goglia. Di vasta cultura, fin dalla più giovane età, era considerato un ingegno dalla corte del   Regno. Membro " Accademia Pontaniana " organizzò a Montella quel " cenacolo letterario ( 1499- 500 ) che dato i tempi sollevò scalpore in tutto il regno. Per il ripetersi di un simile evento a Montella bisognò aspettare quasi cinque secoli, 24 aprile - 1° maggio 1998, per vedere riuniti a Montella in un Convegno Internazionale sulla Didattica delle Lettere Classiche una sessantina tra i maggiori latinisti mondiali.

GIOVAN BATTISTA ABIOSI

Montellese di origine anche se Bagnolese d' adozione, di quel illustre scienziato non si conosce la data di nascita. Di lui scrisse il concittadino Giulio Capone in un volume dal titolo " Un Astrologo Bagnolese del secolo XV ". L'Abiosi fu dottore in medicina, predilesse però la matematica e l' astrologia. Viaggiò moltissimo per l' Italia, in Germania e in Africa. Qui, probabilmente, fu contagiato dalla lebbra e dovette fare ritorno in Italia. Molte le sue opere pubblicate. La prima vide la luce nel 1494, l' ultima nel 1536. Per aver scritto dei libelli contro il conte Troiano i Cavaniglia, fu imprigionato per la sua fama, soprattutto per l'amicizia che lo legava al Papa Leone X. Il pontefice legato da vincoli di parentela col scarcerazione per lo scienziato al che il Cavaniglia non potette riputare. La sua morte si fa risalire al 1540 circa.

SEBASTIANO BARTOLI

Nacque il 20 gennaio 1630. Allontanatosi da Montella per proseguire gli studi a Napoli, non fece più ritorno. Valente professore primario di anatomia e filosofia al Ginnasio napoletano, medico di corte, fu incaricato di restaurare le antiche sorgenti termali dell' aria flegrea. Dopo un anno di lavorò erano una quarantina le fonti ritrovate. Le illustro in una relazione dal titolo: " Breve Ragguaglio d'è Bagni di Pozzuolo ". Il lavoro completo di questo studio: " Termologia Arogonia ", fu poi pubblicato dal nipote un  paio d'anni dopo la morte dello zio. Molte le opere del Batoli, alcune però invise a Roma. Fondatore della " Accademia degli Investiganti della Nature ", fu di questa associazione una delle figure più brillanti unitamente al bagnolese Leonardo di Capua. A questo personaggio è dedicata la piazza principale del paese, e da qualche tempo anche il locale " Istituto Professionale di Stato ". Mori a Napoli il 1676.

MICHELANGELO CIANCIULLI

Nacque a Montella il 1° agosto del 1734. Si addottorò in legge presso l' Università di Napoli e il continuò a risiedere per esercitare la professione di avvocato. Gran giurista, in età matura fu nominato dapprima al consiglio di reggenza e poi Ministro della Giustizia ( 23 febbraio del 1806 ), prima sotto Giuseppe Bonaparte e dopo con Gioacchino Murat, fu lui l'estensore della legge che aboliva i privilegi feudali ( Legge del 2-5 agosto 1806 ). Pubblicata il giorno sei dello stesso mese, accanto alla firma del re recava anche quella dello statista Montellese. M. Cianciulli si interessò della cosa pubblica fino al 1815, anno della sua messa in quiescenza. Mori in Napoli la domenica del 16 maggio 1819.

FRANCESCO MARIA TREVISANI 

Nacque a Montella il 30 gennaio 1764. Rimasto orfano nello stesso anno della nascita, crebbe sotto la tutela del nonno e di uno zio ecclesiastico. Nel 1782 si laureò in " Utruque Iure " presso l' università di Napoli e tornato a Montella intraprese l la professione notarile, Dal 1785 si diede alla carriera di funzionario statale, percorrendo tutti i gradini professionali fino ad nomina di Caporuota ( anche se solo in forma onoraria ) e Giudice decano della " Prima Camera della Gran Corte Criminale di Napoli. Fu anche un poeta, definito da qualcuno: " Uno spirito bizzarro fatto di genio e sregolatezza ", e un verseggiatore. Una cinquantina sono le opere più importanti, quasi tutte rintracciabili nel " Fondo Trevisani " esistente presso la Biblioteca Provinciale di Avellino Rimase, sebbene le innumerevoli avversità, un convinto borbonico fino alla morte avvenuta a Napoli il 13 ottobre 1843.

FILIPPO CAPONE

Scipione, Giuseppe, Filippo Capone, fratello tra l'altro di Scipione e Luca, nacque a Montella il 25 maggio 1821. Laureatisi in Napoli, nel 1843, nelle discipline giuridiche, volle ripercorrere le orme paterne: l' avvocatura. Come affiliato alla carboneria. i moti del 48 lo videro in prima fila nella lotta contro i Barbone. Noto è l' episodio di cui fu protagonista in quel frangente, narrato anche da L- Settembrini nelle " Ricordanze della mia vita (1885 ) ". Mentre erano in corso i combattimenti, il Capone irruppe nella sala di Monteoliveto, dove erano riuniti i deputati, e reggendo una palla di cannone esclamò:  " Ecco quello che ci manda Ferdinando " Filippo Capone, deputato, rappresentava alla Camera il seggio di Montella. Da quel episodio ebbe origine il nomignolo di " re bomba ", affibbiato a Ferdinando II. Quella palla di cannone, invece, è conservata presso il Museo Risorgimentale di Avellino, Patriota risorgimentale, a seguito degli avvenimenti  napoletani subbi l'esilio. f. Capone entrato nel Parlamento Italiano per la prima volta nel 1861, eletto deputato per il collegio di  S. Angelo dei Lombardi, continuò la sua presenza fino 1876 totalizzando cinque legislature. Nel 1889 8 26 gennaio ) lo ritroviamo senatore del regno. Filippo Capone trovò tragica morte la notte dell'undici giugno 1895. Mentre era in viaggio da Pagani a S. Egidio Montalbino un forte temporale travolse la sua carrozza, unitamente al vetturino e passeggero, strascinandoli dentro un canale adibito al convogliamento delle acque.

FRANCESCO SCANDONE

Nacque a Montella il 1868. Unitamente all'eroe Giovanni Palatucci, è certamente il Montellese più illustre del XX secolo. Professore di lettere, laureatosi presso l'università di Napoli, acquistò ben presto fama di storico insigne. Si deve ai suoi studi se la storia dell' Irpinia si è potuta scrivere senza ombre. Appassionato ricercatore, fin dalla più giovane età successivamente si nutri negli archivi e nelle biblioteche delle località dove 'insegnamento lo portava a risiedere. da ragazzo frequentò molto la casa della famiglia Capone, e dalla finitissima biblioteca di Scipione prese il via la sua formazione di ricercatore storico. Molti appunti storici del Capone,servirono al professore per scrivere la sua " Alta Valle Del Calore " e altre pubblicazioni riguardanti vari comuni della provincia. Il professor Francesco Scandone mori a Napoli il 13 gennaio 1957.

FERDINANDO CIANCIULLI

Ferdinando Cianciulli Adolfo Cianciulli, di Vincenzo e Marciano Giulia, nacque a Montella il 14 aprile 1881, morto il 23 febbraio 1922. Pubblicista, politico-sindacalista, fu il promotore principale della costituzione della Federazione Provinciale Socialismo sorta a Montella il 17 e 18 luglio 1920. Pioniere del socialismo irpino, per oltre un ventennio si adoperò per il riscatto delle masse. Trovò la morte in un agguato, tesogli la sera del 22 febbraio 1922. Il processo, quasi tutto politico, che ne segui: dal febbraio al settembre del 1925, mando assolti tutti gli imputati.

GIOVANNI PALATuCCI

Commissario presso l' ufficio stranieri della questura di Fiume, con funzione di questore, si adoperò a favore degli ebrei e di altri perseguitati. Oltre cinquemila sarebbero gli ebrei salvati dalle persecuzioni per merito del Palaticci. Arrestato dai nazisti nel settembre del 1944 fu deportato in Germania, rinchiuso nel campo di concentramento di Dacia, mori tra sevizie e privazioni. Gli storici e la stampa si sono interessati molto dell' opera di questo martire Montelesse, certamente il concittadino più roncato dell' ultimo decennio. Nato a Montella il 31 maggio 1909, trovò la morte nel campo di Dachau ( Germania ) il febbraio del 1945

 ALTRI PERSONAGGI

Altri Montelessi che si sono maggiormente distinti nei diversi campi, sono stati: Giovanni da Montella, protomedico di corte; Innocenzo Lucio, latinista; Sabastiano Guerrucci, architetto e cartografo;Nicola Clemente, carbonaro dei monti di Napoli del 1820; Gaetano e Francesco Trevisani, fratelli, di provenienza Montellesi. Storico e deputato al parlamento napoletano        ( 1848 ) il primo, amministratore della città di Avellino e deputato al parlamento nazionale ( 1876 ) il secondo; Scipione Capone e il figlio Giulio, storico e amministratore il primo, letterato il secondo; canonico Domenico Ciociola, storico; Salvatore Marano, medico e scrittore; Gino Capone, studioso e sindacalista rivoluzionario; Felice Scandone, giornalista sportivo; Salvatore Pizza, medico e pittore; Guido Gambone, ceramista e pittore decoratore; Attilio Marinari, critico letterario e filologo. 
 

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