CASTRONOMIA
Home Su MONTELLA SS.SALVATORE S. FRANCESCO MONTI MADONNA. DELLA NEVE CHIESE PELLEGRINAGGIO MONTELLA_IERI_OGGI VISITATORI DEL SITO
 

GASTRONOMIA, TEMPO LIBERO, FOLCLORE CIVILE RELIGIOSO

La bontà dei pascoli fa si i latticini prodotti, unitamente ai salumi, alla carne e alla castagna, siano la principale fonte economica di Montella. Questi cibi sono anche la base di una cucina sobria e genuina. Non v'è punto vendita in Campania che non esporta le castagne e la ricotta di Montella. I principali prodotti Montellesi, " Castagne e ", lavorati nei modi più diversi, sono presenti anche in molte rassegne gastronomiche che si svolgono in " Italia e all' Estero ". Le loro bontà hanno conquistato il palato di molti visitatori, tanto che i produttori locali non riescono a soddisfare appieno la forte richiesta dei consumatori. Un' altra voce importante, riguardante la lavorazione artigianale di alcuni prodotti locali, la rivestono i tartufi e le fragole. Questi due prodotti della nascita spontanea, sapientemente macerati e miscelati con l' alcool forniscono degli ottimi liquori; molte varietà di funghi, al pari delle castagne, sono lavorati per ricavarne delle ottime conserve. Negli ultimi tempi anche la " Castagna Infornata " costituisce l' elemento base per ottenere un ottimo liquore. Accorsati negozi, alimentari e non, soddisfano appieno le esigenze dei turisti che oltre ad un periodo di svago e di vacanza intendono fare shopping. Numerose i ritrovi per giovani. Impianti sportivi e palestre, pubblici e private, permettono qualsiasi tipo di sport e per ogni età. Non mancano spazi all' aperto, attrezzati per i più piccoli, dove i bambini possono trascorrere ore di svago in serena sicurezza. Per gli amanti dello sport si svolgono tornei di "Calcetto, Minigolf, Bocce, Tennis, Cronoscalate Ciclistiche ". Per chi pratica " Footing " è disponibile un attrezzato " Percorso vita", all' ombra di maestosi castagni, che si snoda lungo la periferia sud-ovest del centro abitato. Piccole sorgenti spontanee, non irreggimentate, si prestano a piacevoli soste durante le escursioni montane rese possibili dai numerosi sentieri presenti tra i contrafforti dei monti " Terminio ( m. 1806 )e Accellica ( m. 1660 ) ". Alta attrattiva del tempo libero e determinata dalla possibilità di compiere " Escursioni Equestri ", sia lungo numerosi percorsi montani appositamente attrezzati e sia nei maneggi esistenti in zona. Nei boschi, in diversi periodi dell' anno, è possibile dedicarsi alla ricerca di innumerevoli quantità di " Funghi Porcini, gli Ovoli, i Gallinacci, ei Chiodini ". Con l' ausilio dei cani appositamente addestrati, e possibile la ricerca del " Tartufo della qualità ". Non da meno, per gli appassionati, è possibile la raccolta di " Fragole e di Origano ". Montella, ricca di storia e tradizioni affida molte di queste ultime alla tradizione orale. Caratteristiche sono le "Canzoni, le Serenate, gli Stornelli ", riferite squarci do vita quotidiana tramandateci sul finire del secolo XIX dagli studiosi locali " Giulio Capone e Salvatore Marano ".Tra i maggiori interpreti, canori e narratori, del secolo appena trascorso, di quest' antica tradizione vi erano " Le Legnaioli ". Una categoria di concittadine che sul fare dell'alba nel recarsi al lavoro facevano riecheggiare le loro voci tra le montagne, dando cosi sfogo all'esuberanza canora intonando canzoni e stornelli. Per i narratori, la tradizione orale e storica ci riporta i nomi di " Cappetta, Barbone, Falivene ( Alias ' zi Vito), Ruberto  ( Alias Pizzacaora ) " , per citare solo alcuni. IL maggiore interprete delle tradizioni scritte è stato, invece, senz' altro    l'insegnante " Clemente Clemente ". Questo educatore aveva cura di fare ricercare dai suoi allievi tutte quelle tradizioni che riguardavano Mantella. Numerosi di questi antichi canti furono riportati nella nella raccolta di " Canti Popolari delle Province Meridionali ", dagli studiosi nazionali " Antonio e Vittorio Imbriani Torino 1871 72 ". Dei conti pubblicati, riferiti a Montella uno dei più famosi resta senz' altro quello che descriveva alcune caratteristiche degli abitanti Montellesi in base al " Casale " di appartenenza. Questo conto, dialettalmente, cosi ( in corsivo il nome di alcuni antichi casali): 
" Montella è composta a quatto pizzi,
pizzo pe pizzo l'aggio camminato:
' mponta Suorivo so li sgazzupizzi;
a San Somione li scommenecati;
' mmiezzo a la Chiazza stanno re bellizzi; 
abbascio Fontana so li nnammorati;
a Santo Janni so li jura cristi;
' Mpieri a li Pastini so li renneati. "

Il maggiore autore di canti popolari religiosi è da considerare il concittadino " Andrea Capone  ( Avvocato. Montella, 1784-Ivi, 1854) ". In una raccolta di oltre quaranta titoli, datata 1799, di canzoni sacre da lui ordinate e composte, si rispecchia tutto il carattere della religiosità Mantellese. Tra queste fa spicco l'originaria conzone dedicata "al SALVATORE ", per diversi anni cantata al seguito della processioni o di altre funzioni solenni riguardanti questo " Santo ". Successivamente, sulla stessa area. Fu adattato il canto " Inno al SS.Salvatore "ed è attulmente quello più in voga.

 

AL SALVATORE

Dove questo sagro monte                    E come tal ci sai
Dove abitar ti degni                                Da padre perdonar
Deve dai tanti segni                                Il sangue tuo rimira
dal tuo Paterno amor                              Che già da quella croce
Volgi la bella fronte                                 Con pena troppo atroce
Volgi i bell' occhi tuoi                               Versasti o buon Gesù
Abbi pietà di noi,                                     Onde noi figli d'ira
Amabil Salvatore,                                    Figlio di Dio rendesti
Ingrati siamo è vero,                               Eredi ci facesti
Indegni di perdono,                                Del regno di lassù.
I nostri falli sono                                        Ah inutil non sia
D'immensa gravità                                  Di un bel dono il frutto
Ma l' amor tuo sincero                            Che ci facesti e tutto
Tu non con confondi in quelli,               Il sangue ti costò
E ben che siamo ribelli                            Oblia dunque, oblia
Ci degni di pietà.                                     Signor i falli nostri, 
Ecco abiuriam Signore                            E fa che pio mostri,
Ai piedi tuoi prostrati                              A chi pietà cercò
E  de nostri peccati                                A te, che ti riveli
Perdono cerchiamo a te                        Or con semplici di core,
Deh placa il tuo furore,                          Or col Padre, ed al Amore,
Pensa che padre sei,                               Sia gloria e maestà.

INIZIO PAGINA     HOME PAGE