
GASTRONOMIA, TEMPO LIBERO, FOLCLORE
CIVILE RELIGIOSO
La bontà dei pascoli fa si i
latticini prodotti, unitamente ai salumi, alla carne e alla castagna, siano la
principale fonte economica di Montella. Questi cibi sono anche la base di una
cucina sobria e genuina. Non v'è punto vendita in Campania che non esporta le
castagne e la ricotta di Montella. I principali prodotti Montellesi, "
Castagne e ", lavorati nei modi più diversi,
sono presenti anche
in molte rassegne gastronomiche che si svolgono
in " Italia e all' Estero
". Le loro bontà hanno conquistato il palato di molti visitatori, tanto
che i produttori locali non riescono a soddisfare appieno la forte richiesta dei
consumatori. Un' altra voce importante, riguardante la lavorazione artigianale
di alcuni prodotti locali, la rivestono i tartufi e le fragole. Questi due prodotti della nascita spontanea, sapientemente macerati e miscelati
con l' alcool forniscono degli ottimi liquori; molte varietà di funghi, al pari
delle castagne, sono lavorati per ricavarne delle ottime conserve. Negli ultimi
tempi anche la " Castagna Infornata " costituisce l' elemento base per
ottenere un ottimo liquore.
Accorsati negozi, alimentari e non, soddisfano appieno le esigenze dei turisti
che oltre ad un periodo di svago e di vacanza intendono fare shopping. Numerose
i ritrovi per giovani. Impianti sportivi e palestre, pubblici e private,
permettono qualsiasi tipo di sport e per ogni età. Non mancano spazi all'
aperto, attrezzati per i più piccoli, dove i bambini possono trascorrere ore di
svago in serena sicurezza. Per gli amanti dello sport si svolgono tornei di
"Calcetto, Minigolf, Bocce, Tennis, Cronoscalate
Ciclistiche ". Per
chi pratica " Footing " è disponibile un
attrezzato " Percorso vita", all'
ombra di maestosi castagni, che si snoda lungo la periferia sud-ovest del centro
abitato.
Piccole sorgenti spontanee, non irreggimentate, si prestano a piacevoli soste
durante le escursioni montane rese possibili dai numerosi sentieri presenti tra
i contrafforti dei monti " Terminio ( m.
1806 )e Accellica ( m. 1660 )
". Alta attrattiva del tempo libero e determinata dalla possibilità di
compiere " Escursioni Equestri ", sia lungo numerosi percorsi montani
appositamente attrezzati e sia nei maneggi esistenti in zona. Nei boschi, in
diversi periodi dell' anno, è possibile dedicarsi alla ricerca di innumerevoli
quantità di " Funghi Porcini, gli Ovoli, i Gallinacci,
ei Chiodini ". Con l' ausilio dei cani
appositamente addestrati, e possibile la ricerca del " Tartufo della
qualità ". Non da meno, per gli appassionati, è
possibile la raccolta di " Fragole e di Origano ".
Montella, ricca di storia e tradizioni affida molte di queste ultime alla
tradizione orale. Caratteristiche sono le "Canzoni, le Serenate, gli
Stornelli ", riferite squarci do
vita quotidiana tramandateci sul finire del secolo XIX dagli studiosi locali
" Giulio Capone e Salvatore Marano
".
Tra i maggiori interpreti, canori e narratori, del secolo appena trascorso, di
quest' antica tradizione vi
erano " Le Legnaioli ".
Una categoria di concittadine che sul fare dell'alba nel recarsi al lavoro
facevano riecheggiare le loro voci tra le montagne, dando cosi sfogo
all'esuberanza canora intonando canzoni e stornelli. Per i narratori, la
tradizione orale e storica ci riporta i nomi di " Cappetta,
Barbone, Falivene ( Alias ' zi Vito), Ruberto ( Alias Pizzacaora )
" , per citare solo alcuni. IL maggiore interprete delle tradizioni scritte
è stato, invece, senz' altro l'insegnante " Clemente
Clemente ". Questo educatore aveva
cura di fare ricercare dai suoi allievi tutte quelle tradizioni che riguardavano
Mantella.
Numerosi di questi antichi canti furono riportati nella nella raccolta di "
Canti Popolari delle Province Meridionali
", dagli studiosi nazionali " Antonio
e Vittorio Imbriani Torino 1871 72 ". Dei conti
pubblicati, riferiti a Montella
uno dei più famosi resta senz' altro quello che descriveva alcune
caratteristiche degli abitanti Montellesi
in base al " Casale
" di appartenenza. Questo conto, dialettalmente, cosi ( in corsivo il nome
di alcuni antichi casali): 
" Montella è composta a quatto pizzi,
pizzo pe pizzo l'aggio camminato:
' mponta
Suorivo
so li sgazzupizzi;
a San Somione li scommenecati;
' mmiezzo a la
Chiazza
stanno re bellizzi;
abbascio
Fontana
so li nnammorati;
a
Santo Janni
so li jura cristi;
'
Mpieri a li Pastini so li renneati. "
Il maggiore autore di canti
popolari religiosi è da considerare il concittadino " Andrea
Capone ( Avvocato. Montella,
1784-Ivi, 1854) ". In una raccolta di
oltre quaranta titoli, datata 1799, di canzoni sacre da lui ordinate e composte,
si rispecchia tutto il carattere della religiosità Mantellese.
Tra queste fa spicco l'originaria conzone dedicata "al
SALVATORE ", per diversi anni cantata
al seguito della processioni o di altre funzioni solenni riguardanti questo
" Santo
". Successivamente, sulla stessa area. Fu adattato il canto " Inno
al SS.Salvatore "ed è attulmente quello più in voga.
AL SALVATORE
Dove questo sagro
monte
E come tal ci sai
Dove abitar ti
degni
Da padre perdonar
Deve dai tanti
segni
Il sangue tuo rimira
dal tuo Paterno
amor
Che già da quella croce
Volgi la bella
fronte
Con pena troppo atroce
Volgi i bell' occhi
tuoi
Versasti o buon Gesù
Abbi pietà di
noi,
Onde noi figli d'ira
Amabil
Salvatore,
Figlio di Dio rendesti
Ingrati siamo è
vero,
Eredi ci facesti
Indegni di
perdono,
Del regno di lassù.
I nostri falli
sono
Ah inutil non sia
D'immensa
gravità
Di un bel dono il frutto
Ma l' amor tuo
sincero
Che ci facesti e tutto
Tu non con confondi in
quelli,
Il sangue ti costò
E ben che siamo
ribelli
Oblia dunque, oblia
Ci degni di
pietà.
Signor i falli nostri,
Ecco abiuriam
Signore
E fa che pio mostri,
Ai piedi tuoi
prostrati
A chi pietà cercò
E de nostri
peccati
A te, che ti riveli
Perdono cerchiamo a
te
Or con semplici di core,
Deh placa il tuo
furore,
Or col Padre, ed al Amore,
Pensa che padre
sei,
Sia gloria e maestà.
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