
Molto variegata è anche la qualità di piante officinali che un tempo
rivestivano una notevole risorsa nell' economia Montellese.
Le più conosciute: L' atea e la malva, utilizzate per lenire tossi e catarri
delle vie respiratorie sopratutto nella terapia infantile; il camedrio, droga
amara e aromatica utilizzata come stimolante delle funzioni gastrointestinali.
In decozioni, uso esterno, ha proprietà antisettiche per curare ulcera e
piaghe; la camomilla, utile come sedativo e analgesico, da stimolo per il
processo di granulazione nella fase iniziale di cicatrizzazione, per dare
lucentezza ai capelli biondi; la centaurea, rientra nella categoria degli amari,
ottimo stimolante per la digestione; la scrofularia, utilizzata per ammorbidire
ed estirpare i calli.
La fauna è presente con numerose specie di volatili fra cui primeggia il "
Falco ". Vi è anche una cospicua presenza di
" Cinghiali, Lupi, Lepri Volpi " per
rimanere alle specie più conosciute. Un tempo la presenza di selvaggina era tanto cospicua da attirare l'attenzione
dei regnanti per quello che una volta era lo svago principale dei nobili:
la caccia. Vero è che: - Nel decennio 1210-20, Federico II,
re di Sicilia, riservò al regio demanio questa terra e ne fece un suo luogo di " Caccia e di Svago ";
Carlo II. D'angiò, nel recarsi da Brindisi a Napoli, il 1284 ( dal 23 al 26 marzo ),si soffermò per una battuta di caccia ospite di
" Adenolfo d'Aquino. "
Successivamente, nel triennio 1294-96, riservò addirittura per osé questo feudo
al sol fine di farne una sua riserva personale;
- 1445, ( dal 10 al 15 maggio ), Alfonzo V " Il Magnanimo " e suo
figlio il principe " Ferdinando ( poi " re Ferrante " ) ",
tornando da Foggia e diretti a Napoli, sostarono a Montella ospiti del
feudatario " Garzia Cavaniglia " per partecipare ad una battuta di
caccia rimasta famosa vuoi per numero di partecipanti che per ampiezza della
zona riservata all'evento;
- Nel mese di ottobre del 1479 è il conte " Diego I Cavaniglia ad invitare
il duca " Alfonzo " e i suoi familiari ad una battuta di caccia da
tenersi tra i monti di Montella.
La particolare posizione del territorio, situato al centro " dell'
Appennino Meridionale ", unitamente al fatto che alcuni siti montani sono
ancora oggi impervi ai più, ha fatto si che nei secoli passati la zona fosse
infestata da bande " Brigantesche " .Questo triste fenomeno, durato centinaia di anni, accomunava i peggiori elementi
" Irpini, Lucani e Salernitani ". Non
mancò l'apporto di briganti del luogo,raggiungendo il culmine dell' efferatezza
all'indomani dell' Unità d'Italia, con la
particolare notorietà delle bande dirette da Pico Carbone
e da Cianci. I siti prediletti erano senz'altro le zone più impervie dei monti
" Accellica, Terminio Vallibona Calvello
". In questa ultima località fu sgominata la banda Cianci,
composta da oltre cento uomini, che aveva trovato rifugio in decine di capanne
appositamente costruite. Questo fenomeno, comune a molte zone del Mezzogiorno d'
Italia, ebbe a cessare soltanto verso la fine XIX secolo e seguito delle
leggi speciali e con la resa o la cattura dei maggiori elementi.
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