

SALVATORE MOSCARIELLO
Lo stemma di Montella e rappresentato da uno scudo a
forma di ancile, sormontato da una corona marchionale con all' interno effigiati
tre monti e tre stelle racchi in un cerchio. I monti sono denominati , da
sinistra: S. Martino, M. 777 s.l.; S. Maria del Monte m. 834 s.l.m.; Toriello,
m. 820 s.l.m.. Le tre stelle che sovrastano i monticelli stanno a
significare l' importanza avuta da Montella nel corso della
storia: municipio romano gastaldato, contea , demanio regio, importante
centro politico commerciale della valle del calore
CENNI STORICI
Montella, antichissima cittadina
situata nell'Alta valle del Calore, nel cuore dei monti Piacentini, affonda le
sue
radici storiche nei primordiali insediamenti in questo territorio di colonne
Sabine e di Osco-Pelasgi dei Marsi che diedero origine prima alla stirpe Sannita
e successivamente da questa si originò il popolo degli Irpini. Non è
storicamente confermata la presenza di colonie Etrusche e Greche che pur
S'insediarono in alcune zone della Campania. Numerosissimi i riferimenti
idiomatici e reperti che confermano per Montella una storia preromana. Soltanto
con la definitiva sconfitta ( 290 a,C. ) dei Sanniti - Irpini per opera dei
romani, Montella diventerà municipio ( 91 - 89 a C.). Dopo Roma saranno i Goti
( 476 - 555 ), i Bizantini ( 555 - 571 ), i longobardi ( 571 - 1076 ), i
normanni ( 1077 - 1197 ), gli Sveni ( 1198 -1266 ), gli Angioini (1266 - 1441 ),
gli Aragonesi ( 1441 -1503 ),gli Spagnoli ( 1503 - 1707 ), gli Austriaci ( 1707
- 1734 ) i Borbone di Spagna ( 1734 - 1806, salvo le breve parentesi della
Repubblica partenopea del 1799 ), i Francesi ( 1806 - 1815 ), ed in ultimo
ancora i Borbone di Spagna (1815-1860), ad esercitare il loro dominio su
Montella. I principali casati feudatari della università di Montella sono stati
quelli dei d'Aquino, Ruffo, Sforza, Cavaniglia, Grimaldi Sauli, Doria. Molto
spesso il feudo è stato appannaggio diretto del sosvano di turno. Luogo
militarmente strategico fin dalle origini, e punto di riferimento sociale
economico e politico, per tutti i comuni dell' alta Valle del Calore, è stata
municipio romano, gastaldato, regio demanio contea, comune. IL predominio
longobardo fra tutte le dominazioni subite da Montella è stato quello che si è
protratto più a lungo. Fu quello romano, però, ad influire maggiormente sul
sistema di vita delle tribù che per prima si erano insediate su questo
territorio. Gli indigeni accettarono e assimilarono maggiormente gli ordinamenti
romani, mentre subirono quelle leggi imposte dagli altri popoli che li
dominarono. Queste ultime presenze che si vennero ad insediare in questi
luoghi furono di completamente, non sostitutive, di culture e sistema di vita
gia radicati e consolidati. Non è un caso se la storia di Montella, fino a
qualche decennio addietro, vedeva nel carattere predominante dei suoi abitanti
le vocazione principali che erano pastorali ( di provenienza irpina ) e
contadine ( d'origine romana ). Un altro tratto culturale che la caratterizza
come proveniente dal popolo irpino è costituito da quella parte della
popolazione che è dedita alla pastorizia. Cosi come la maggior parte dei suoi
antenati, ieri, si spostava da un luogo all'altro quando le terre non bastavano,
ancora oggi perpetua il rito della transumanza
allorquando le mandrie devono spostarsi per andare ad occupare nuovi pascoli.
INSEDIAMENTI ABITATIVI ATTRAVERSO I
SECOLI 
Nell' età preistorica (
fino
a sei mila anni fa ), i nostri antenati
potevano vivere soltanto nelle capanne di frasche, essendo il territorio
Montellese sprovvisto di grotte o caverne adatte al ricovero. Sul territorio Montellese, in
quel arco storico racchiuso tra 3500
a.C. E 476 che va sotto la denominazione di
età antica, dovette dimorare qualche tribù di origine Latina (
verso in 1000 a.C. ) appartenuta al ramo dei
Sabini, successivamente integrata da qualche altra tribù di origine Etrusca ( VI
secolo a.C. ). Queste tribù si dedicavano
certamente alla caccia e alla pastorizia, giacché non sono stati mai rinvenuti
attrezzi agricoli risalenti a quel periodo.
Senza addentrarci eccessivamente in "
ipotesi abitative " , perchè non
supportate storicamente, possiamo riportare che salvo sporadiche presenze,
soltanto con la colonizzazione di questi luoghi da parte dei Sanniti, originati
dai Sabini o dagli Osco-Pelasgi, il territorio Montellese potette definirsi
veramente abitato. Queste colonie assunsero poi la denominazione di popolo Irpino. Esse,
dimorarono in diversi luoghi e soprattutto nelle zone pedemontane del territorio
Mentellese. A seguito di ciò si ebbero insediamenti certi, perchè suffragati
storicamente, nella zona dei " Cucuzzi
", di " Montella Piccola "
( nell' attuale sito denominato Pariti, comprendente anche tutto il colle che
sovrasta detta località ) e alle pendici del monte S. Martino" ( nei
siti denominati " Carrara e Ponte dei Deci ). " A
Montella Piccola ", fortificata dalla base
del colle e fino alla sommità dell' attuale sito denominato " Aia
dei Vracchi ", trovarono rifugio in caso
di attacco nemico anche le altre tribù circostanti. Altri insediamenti
esistevano certamente in località " Bolofano
" e " Ogliara
". con la sconfitta dei Sanniti-Irpini ad opera dei romani, gli
insediamenti delle origini tribù furono smantellati e gli abitanti trasferiti
in vichi o pagi sorti nelle zone pianeggianti della valle di Montella. Queste
nuove presenze si svilupparono nelle località denominata " Prati " e
nella zona che delimita l' attuale
rione " Fontana ". Nell'
età medievale ( 476 - 1496 ), il cui l' inizio coincide con Montella passato
sotto il dominio dei Goti ( 476 ), sorsero nuovi e numerosi insediamenti alle
pendici e lungo i crinali dei monticelli che circondano la valle di Montella.
Questa nuova posizione fu scelta per motivi strategici di difesa. Dove vi erano
insediamenti senza mura di cinta, era l' asprezza del territorio a proteggere
dai nemici esterni. Scomparvero cosi le abitazioni sorte in pianura e si
moltiplicarono i " Casali
" che ancora oggi costituiscono l' ossatura principale dell' abitato
di Montella. Degli antichi insediamenti montani, antecedenti o successivi al
dominio dei barbari sono scampasi quelli esistenti al "
Monte " nei dintorni del castello e quelli
in località " Cucuzzi
" pure protetti dall' antico castello della Rotonda. Con il dominio degli
Spagnoli, ad iniziare dal 1503, si svilupparono altri casali ma sempre nelle
adiacenze di quelli esistenti.
La Montella contemporanea ha visto il sorgere di nuovi Insediamenti abitativi,
particolare nella piana, ai margini di quello che una volta era denominato
" Bosco di Folloni ". Altri agglomerati, si sono espansi nelle zone
rurali denominate " Prati, Trucini, Cerrete,
Tagliabosco
". Questa ultima cresceva edilizia è avvenuta maggiormente a partire dalla
seconda metà di questo secolo. L'abitato attuale si estende per circa 100
ettari su di un territorio comunale complessivo di 8360 ettari. La sua
altitudine, estesa su un diametro di oltre due chilometri,è posta ad un'
altezza media di metri 630 s.l.m. ( il centro
cittadino, Piazza Sebastiano Bartoli,è posto a metri 560 s. l. m ).
Numerosi rioni, originati dagli antichi casali, sorgono lungo i crinali delle
collinette o alle falde dei monticelli che fanno da corona all'abitato. I primi
di questi sono denominati, " Sorbitello, Laurini,
Serra, Cisterna, Vestee ". I secondi
agglomerati urbani sono " Fontana, S.
Giovanni, la Libera ": A questi
insediamenti principali fanno da corona un' altra decina di casali più piccoli.
Alla base dell' abitato si spazia nell' ampia pianura attraversata dal fiume
" Calore
", A monte dell' intero abitato fanno da corona i tre monticelli, " Toriello,
S. Maria del Monte, S, Martino ", che sono
effigiati anche sullo stemma di Montella. Il territorio urbano è attraversato
da poco più di 19 chilometri di strade ( escluse quelle statali e
provinciali ). Le intere arterie che intessano tutto il territorio raggiungono
una lunghezza complessiva di poco superiore ai 164 km, ed esattamente: km 19,101
di strade urbane; km 39,971 di strade extraurbane; km 105 strade vicinali.
Montella posizionata a sud-est di Avellino ( 35 km ) e da Napoli 80 km, è
facilmente raggiungibile con la strada a scorrimento veloce " Ofantina
" ( dal l' uscita autostradale di Avellino
est al Ponte di Parolise )
e " Ofantina bis
" ( dal Ponte di Parolise all'uscita per
Montella ). Per chi proviene da Salerno ( 65 km
), " la S.S. 574 Serino-piani di Verteglia-Montella ", oppure la
statale " fondo valle Sele Contursi -
Lioni "." Da Lioni,
Ofantina bis fino al l' uscita Montella" .
CENNI OROGRAFICI
IL suolo di Montella, per le sue
caratteristiche carsiche è ricco di inghiottitoi e i terreni di tipo calcareo
dolomitico fanno si
che le precipitazioni infiltrandosi costituiscono enormi
falde che danno origine alle più importanti sorgenti dell' Italia Meridionali.
E' da questa enorme serbatoio imbrifero che hanno origine tre fiumi regionali
" Calore Irpino, il Sabato, il Picentino
". Dalle stesse falde, si hanno numerose sorgenti che attualmente hanno una
portata media di 3000 litri/secondo. Il Calore Irpino trae origine da numerose
piccole sorgenti scaturite sul lato sud del monte " Accellica
" ( anche Accellica o Celica che si voglia
) in località " Colla Finestra ", e a sud-ovest
dello stesso monte nelle località " Troncone ", " Tronconcello,
Scarzella ". Le principali sorgenti formano un unico braccio in
località " Vado della Spina ". Da
questo punto, il " Calore ",
assunto l' aspetto di un fiume, inizia il suo corso tagliando in due l'ampia
valle di Montella. Dopo aver percorso un tragitto longo108 km va a confluire nel
" Volturno " a nord di
Caserta.
Gli oltre 8260 ettari di territorio extraurbano, patendo dai 477 metri s l m
della località " Bagno della Regina " raggiungono i 1660
metri s,l,m, del monte " Accellica " presentano 1330 ettari coltivati
a " grano, fiori
" (
soprattutto gladioli ), ortaggi, barbabietole e vari tipi di piante da
frutto con prevalenza noci. Sui terreni collinari abbondano vigneti e frutteti.
i circa 1160 ettari di territorio coltivati a castagneti, con una produzione
media annua di quarantamila quintali, fanno di Montella la " Regina della
castagna " ( varietà Palummina ). La bontà di questo prodotto, di origine
protetta ( Decreto del 5, 12, 1987 ), fa si che questo frutto cosi ricercato sia
esportato in tutto il mondo. Nel resto del territorio, 5770 ettari di bosco e
pascolo, fanno spicco le piante di " faggio, acero, cerro, quercia, olmo,
frassino, ecc." . Numerosi pianori, tra cui spiccano quelli "
Verteglia, Acque Nere, Ischia, Ischitello, Varrazzulo ", ricchi di erba da
pascolo, offrono alpeggio al numeroso bestiame tra presente tra la tarda
primavera e gli inizi dell' autunno.
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